Il disgelo circolo polare artico rappresenta non solo un problema per l’ambiente ma anche per il rischio pandemie

Molto spesso si ascoltano notizie riguardo le problematiche connesse al disgelo circolo polare artico e sul suo impatto che ciò ha sull’ambiente ma si tende a dimenticare che i ghiacci celano sostanze organiche, cadaveri di animali e materiale altamente contaminante in termini di virus e batteri. Il problema sta nel fatto che molti microorganismi non muoiono con il freddo, anche estremo, ma vanno semplicemente in un periodo di stasi attendendo condizioni migliori per riattivarsi. Questo problema potrebbe continuare a rappresentare un problema molto serio che potrebbe diventare una vera e propria calamità.

Disgelo Circolo Polare Artico e permafrost: il disgelo può nascondere delle serie minacce.

Il Circolo Polare Artico comprende vasti territori comprendenti la Groenlandia, la Norvegia, la Russia e l’Alaska coprendo con il suo permafrost varie aree del mondo. Si deve tenere presente che questa zona è ricca di resti biologici congelati formati da ossa di mammiferi e piante. Alcuni studi effettuati nei pressi di Fairbanks in Alaska hanno appurato non solo che il permafrost si sta scongelando ma che non vi sono segni di un possibile ritorno al passato. Il DR Thomas Douglas, un geochimico del U.S. Army Corps of Engineers, riferito allo scongelamento del permafrost di una vera e propria bomba biologica ormai innescata. Lo scienziato cura uno studio in un particolare tunnel scavato nel ghiaccio nel quale si possono notare come vi siano piante congelate ma soprattutto centinaia di quintali di resti animali. E’ stato provato che all’interno di questi resti di carbonio sono presenti dei batteri e germi inerti che una volta scongelati si sono subito riattivati riprendendo il loro ciclo vitale.

Due casi molto importanti di epidemie ed infezioni provenienti da resti di oltre diecimila anni fa in seguito al disgelo Circolo Polare Artico

Vi sono due storie molto interessanti riguardo la pericolosità del disgelo circolo polare artico collegato al pericolo di malattie infettive e batteri potenzialmente mortali. Due eventi differenti in due luoghi molto lontani tra loro andando a creare delle problematiche anche abbastanza serie. Il primo caso e probabilmente il più grave è emerso nella tundra siberiana dove il disgelo ha portato alla luce un gruppo di renne morte di antrace. Il problema è emerso dal fatto che il disgelo ha sparso le spore di questo batterio in giro per la tundra portando a numerosi casi di infezioni arrivando ad infettare un grande numero di individui che prontamente assistiti in ospedale non hanno riportato a problemi particolarmente seri. Purtroppo però un ragazzo di dodici anni non è riuscito a farcela. A molti chilometri di distanza un giovane insegnante, Zac Peterson, di venticinque anni decise di collaborare in una spedizione dell’Artico durante la quale entrò in contatto col teschio di un antico e raro orso polare. In seguito a questo contatto lo studioso cominciò a notare sulla gamba un punto rosso gonfio, dolorante e molto caldo che  col tempo andò ad aumentare e peggiorare.

Disgelo Circolo Polare Artico: esiste un rischio virus zombi?

Non si sa molto bene cosa il disgelo possa portare alla specie umana in termini di patologie quindi non si può non pensare a problemi anche abbastanza gravi portando ad una serie di problematiche abbastanza gravi. Si potrebbe quindi pensare che vi sia celato un virus zombi all’interno del terreno ghiacciato? Non si può rispondere con certezza a questa domanda fino a quando non si avrà il completo scongelamento di quest’area ma è molto probabile che in quel caso vi saranno molti altri problemi da affrontare. Vi sono una serie di pericoli che purtroppo si stanno piano piano palesando.

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