Stiamo assistendo ad un miglioramento per le celle solari in Perovskite

Le celle solari in Perovskite sono ad ora le più promettenti nel campo della produzione di energia elettrica rinnovabile arrivando ad ottenere un incremento di produzione maggiore del venti percento rispetto alla tecnologia precedente. Nonostante tutto questo vi sono delle problematiche che portano a perdere energia nel corso del processo di trasformazione dell’energia anche se una nuova ricerca sta portando ad una seconda rivoluzione in questo settore portando ad una maggiore efficenza energetica. La Perovskite è il materiale che trasforma i raggi solari in energia elettrica ma purtroppo non riesce ad “amministrare” in modo adeguato gli ioni che tendono a spostarsi andando ad influenzare l’ambiente interno della cella andando a creare la cosiddetta ricombinazione che si tramuta in ultima istanza in perdita di energia elettrica. Questo processo può avvenire all’interno della cella di Petrovskite o, come accade più spesso ai bordi dove vi sono i vari strati di trasporto.

Uno studio portato avanti dalle università di Bath, Portsmouth e Southampton è riuscito a portare una soluzione reale alla ricombinazione riuscendo ad arrivare ad una ricombinazione degli strati di trasporto riuscendo ad ottenere una maggiore energia elettrica riuscendo a sfruttare tutta la superficie della cella. Lo studio ha messo in evidenza come la permittività. l’unità di misura che indica quanto un materiale è in grado di immagazzinare un campo elettromagnetico cercando di portare una densità decisamente interessante di drogaggio proprio negli strati di trasporto.

Per concludere è importante tenere presente che le nuove celle solari in perovskite con bassa permittività e drogaggio risultano essere molto più stabili rispetto a quelle con alta permittività e drogaggio. Ciò è possibile perché nelle prime si vanno a formare degli accumuli sensibilmente minori rispetto alle altre. Questa innovazione rappresenta un punto molto importante per la tecnologia fotovoltaica.