Come funziona la terapia genica antitumorale?

Prima di rispondere alla domanda: come funziona la terapia genica antitumorale è necessario comprendere al meglio come i geni interferiscono ogni giorno con la nostra vita. In effetti è necessario tenere presente che i geni comandano la vita e le funzioni delle nostre cellule andando a regolare il loro funzionamento. Il problema fondamentale è rappresentato dalla possibilità dal fatto che istruzioni genetiche sbagliate possono portare ad un funzionamento eccessivo o non sufficiente delle cellule andando a creare dei veri e propri guasti. I geni, tra le altre cose, hanno il controllo sulle proteine che consentono alle cellule di crescere, nascere e dividersi quindi se il gene non funziona o è assente possono essere compromesse una serie di importanti funzionalità corporee.

La terapia genica antitumorale va a lavorare per risolvere il problema all’origine ricostituendo i geni oppure sitemandoli qualora non funzionino in modo corretto andando quindi a modificare il comportamento dei geni trattati. In alcuni casi questa terapia può portare nelle cellule geni completamente estranei in modo da poter creare un sistema protetto. Sebbene vi siano moltissime ricerche in questo settore per ora il procedimento più interessante è rappresentato dalla terapia T CAR che si sta dimostrando molto utile per molti tipi di tumori. Questa è una tecnica molto interessante perché si basa sull’uso delle cellule T che vengono raccolte e mescolate con un virus che a sua volta è stato dotato di geni antitumorali. I virus attaccano le cellule T trasferendo il gene che entra nel DNA delle stesse. Il gene inoculato dal virus porta la cellula T a creare l’antigene chimerico.

 

La nuova cellula chiamata ora CAR T è provvista da una patina antitumorale che la porta ad attaccarsi alle cellule tumorali distruggendole molto velocemente. Una volta che le CAR T entrano nel corpo del paziente, di solito tramite infusione, tendono a proliferare molto velocemente in modo che siano un numero sufficiente da estirpare completamente le cellule impazzite. Allo studio c’è anche un vaccino per il cancro anche se ancora c’è molto da lavorare.

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